Statuto

FORMA DI VITA

(statuto)

dell’Associazione Privata di Fedeli

FRATERNITÀ GIARDINO FRANCESCANO

1. È costituita in data odierna, ai sensi dei cann. 299 e 321ss CIC, l’Associazione privata di fedeli a scopo di religione e culto denominata “Fraternità Giardino Francescano” con sede in Via Don Luigi Sturzo n. 4 – 37128 Verona.

2. L’Associazione ha il fine di promuovere nella Chiesa il perfezionamento evangelico dei propri membri, secondo la spiritualità francescana nello stato di vita secolare, in cui portare il lievito della vita fraterna in spirito di minorità e povertà.

3. I membri dell’Associazione hanno come documenti ispirazionali la “Lettera ai fedeli” di san Francesco d’Assisi reinterpretata alla luce del Magistero della Chiesa, in particolare per la dimensione laicale. La scelta del nome “Giardino Francescano” (cfr. FF 750, 1600, 1818) intende ricordare la mission della nostra fraternità: creare occasioni di incontro e spazi di comunione in uno stile autenticamente fraterno con tutti coloro che sono affascinati dallo Spirito di san Francesco e dalla luminosa testimonianza di santa Chiara, che fece della fedeltà al carisma francescano un punto irrinunciabile della propria vita.

4. Riuniti in Fraternità e consapevoli del particolare valore salvifico della secolarità vissuta in unione al mistero del Verbo incarnato, salvatore di tutti gli uomini, i fratelli francescani intendono vivere con più intenso impegno la grazia e la consacrazione battesimale e seguire Gesù Cristo secondo l’insegnamento e l’esempio di san Francesco, facendo la promessa di servire alla gloria di Dio e al suo comandamento di amore per gli uomini, per raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare.

5. Per questo si impegnano, con il rinnovo delle promesse battesimali, alla vita di unione con Dio, aderendo al suo piano salvifico mediante l’animazione cristiana del mondo, in comunione con la Chiesa (CIC can 316 §1).

6. Essi perseguono una intensa formazione attraverso la preghiera, la partecipazione alla vita sacramentale e alla vita liturgica, nell’approfondimento della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e delle Fonti Francescane. Tale percorso di formazione continua è sostenuto dalla vita di fraternità che accompagna i membri a coniugare Vangelo e vita in comunione con la Chiesa e in uno specifico esercizio di missionarietà.

7. In particolare l’Associazione si pone al servizio della Chiesa locale e attende alle opere di apostolato e di carità e a tutte quelle iniziative che sono proprie dello spirito francescano in conformità al Magistero della Chiesa, quali la promozione della dignità di ogni persona e la custodia del creato, la tutela dei valori della famiglia, la cura del bene comune con particolare attenzione alle fasce più deboli della società, promuovendo l’evangelizzazione cristiana e la formazione umana e sociale, nonché la cultura dell’incontro e della pace, la ricerca del vivere fraterno e la comunicazione sia tradizionale sia con i nuovi media.

8. La forma della vita fraterna sostiene nella via della conversione evangelica la consacrazione dei propri membri a servizio del Regno di Dio nelle comuni occupazioni del mondo. La Fraternità, segno visibile della Chiesa comunità di amore, costituisce l’ambiente privilegiato per sviluppare il senso ecclesiale, la vocazione francescana e la vita apostolica dei suoi membri.

9. La Fraternità è animata e guidata da un Consiglio e da un Presidente, che vengono eletti dai fratelli. Il loro servizio è temporaneo. La Fraternità al suo interno si struttura secondo i vari bisogni dei suoi membri e della diocesi, sotto la guida del Consiglio.

10. La Fraternità, per il suo ideale di perfezione e apostolato, risponde alle diverse condizioni della vita,  pertanto possono affiliarsi a essa i fedeli laici di ambo i sessi, sposati e non sposati, e sacerdoti, di ogni  parte del mondo, che abbiano compiuto 18 anni di età.

11. Sono membri ordinari della Fraternità coloro che hanno fatto la promessa in forma pubblica e secondo il rituale di impegnarsi per tutta la vita a vivere il Vangelo secondo la spiritualità francescana nello stato secolare e a mettersi a servizio della edificazione del Regno di Dio nella Chiesa e nel mondo, dando così espressione alle promesse battesimali.

12. Sono membri temporanei della Fraternità coloro che hanno fatto la promessa di cui al punto 11 per un anno. Tale promessa temporanea non può essere rinnovata per più di due volte.

13. Le domande di ammissione vengono presentate alla Fraternità, il cui Consiglio decide l’accettazione dei nuovi fratelli, tenendo conto delle norme di diritto comune della Chiesa. L’inserimento dei membri si realizza mediante un tempo di formazione iniziale di almeno un anno. In questo cammino è impegnata tutta la fraternità con il suo modo di vivere e di operare. Per essere ammessi si richiede il requisito della comunione ecclesiale (CIC can 316 §1).

14. La Fraternità favorisca lo sperimentarsi nel bene, aprendo la possibilità di partecipare alle attività di formazione e caritative a coloro che desiderano prestare la loro opera come volontari.

15. Per incrementare la comunione tra i membri della Fraternità e coltivare la vita formativa, fraterna e apostolica, il Consiglio organizza riunioni periodiche (almeno mensili) e ritiri spirituali nei tempi forti adottando i mezzi più appropriati per una crescita nella vita francescana ed ecclesiale, stimolando ognuno alla vita di fraternità e favorendo incontri anche con altri gruppi.

16. I fratelli che si trovino in difficoltà particolari, cureranno di trattare i loro problemi con il Consiglio in fraterno dialogo. I fratelli possono rinunciare a far parte dell’Associazione recedendo con atto scritto (CIC  316 §2). Il Consiglio di fraternità prenderà atto del ritiro dell’associato. La dimissione, in base al diritto  comune della Chiesa, è un atto di competenza del Consiglio di Fraternità.

17. Per le spese occorrenti alla vita delle Fraternità e per quelle necessarie alle opere di culto, di apostolato, e di carità, tutti i fratelli e le sorelle offrano un contributo commisurato alla entità del progetto, tenendo  conto delle possibilità di ciascuno. 

18. In segno di fedeltà al proprio carisma, la Fraternità sia assistita spiritualmente da un frate francescano, dei Minori Osservanti. Ove ciò non fosse possibile la fraternità si faccia assistere da sacerdoti diocesani. La fraternità abbia cura di informare annualmente il proprio Vescovo e di salvaguardare la comunione ecclesiale.

19. La fraternità ricerchi in tutti i modi di promuovere l’unità del mondo laicale francescano, con profondo rispetto per i diversi cammini e le diverse sensibilità, cercando l’unità del cuore e la costruzione di autentici rapporti fraterni. 

20. La fraternità non limiti il suo sforzo di comunione esclusivamente al mondo laicale francescano, ma là dove trova vissuto lo spirito di san Francesco, anche se queste realtà portano nomi diversi e si ispirano ad altri cammini, sappiano costruire momenti di comunione e legami fraterni per l’edificazione del Regno di Dio. 

21. La fraternità è composta dai membri ordinari e temporanei, che devono essere almeno tre. 

22. La fraternità è retta da un Presidente e da un Consiglio. 

23. Il Consiglio della Fraternità è composto da un Presidente, da un Vice Presidente e da uno a cinque  consiglieri. Viene eletto dall’assemblea degli associati (capitolo elettivo) a maggioranza assoluta dei presenti. Al Consiglio potrà partecipare anche l’assistente spirituale come definito all’art. 18. 

24. L’assemblea è costituita dai membri permanenti e da quelli temporanei iscritti all’associazione. Ciascuno ha diritto a un voto. È possibile rappresentare per delega un altro associato, ma non più di uno. In caso di parità il Presidente ha voto doppio.

25. Ogni elezione è presieduta dal presidente del Consiglio uscente. I presidenti e i consiglieri durano in carica un triennio. I consiglieri possono essere rieletti, mentre il presidente non può essere eletto consecutivamente per più di due mandati. La convocazione del Capitolo elettivo deve essere fatta con un preavviso di almeno tre settimane.

26. Il Consiglio di fraternità è valido con la presenza della metà più uno dei membri effettivi. Le deliberazioni sono valide se approvate a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità il voto del Presidente vale doppio. In caso di gestione on line del Consiglio di Fraternità, per la validità delle votazioni è fondamentale che risulti che tutti i Consiglieri siano stati avvertiti della votazione.

27. Il patrimonio dell’associazione è costituito:

- dalle quote sociali che verseranno i membri, determinate di anno in anno dal Consiglio della Fraternità;

- da donazioni, lasciti, contributi di qualsiasi natura sia da parte di enti sia da parte di privati.

28. L’amministrazione dei beni è affidata al Presidente e al relativo Consiglio con particolare collaborazione dell’economo, nominato dal Consiglio nel suo seno. Annualmente, entro le scadenze previste dal CIC, Presidente, Consiglio ed economo renderanno conto dell’amministrazione all’Assemblea, a cui spetta l’approvazione del Rendiconto annuale.

29.  È dovere degli amministratori usare la diligenza del buon padre di famiglia. Essi devono:

- vigilare affinché i beni dell’associazione non periscano e non subiscano detrimento.

- osservare scrupolosamente le prescrizioni, canoniche e civili e le volontà dei soci.

- esigere accuratamente e a tempo debito le rendite degli eventuali beni e proventi,

- conservare il ricavato in modo sicuro e impiegarlo debitamente secondo i fini dell’associazione.

- tenere con diligenza i libri contabili e custodire accuratamente nell’archivio i documenti.

30. In caso di scioglimento, o cessazione della Associazione i beni saranno devoluti in beneficenza a cura  della commissione istituita per la liquidazione.

31. Il presente Statuto può essere modificato per esigenze di adeguamento alle leggi vigenti, o per integrazioni necessarie, o per parti mancanti. L’Associazione potrà darsi un Regolamento, il quale dovrà essere approvato dall’Assemblea della Fraternità.

32. Per tutto ciò che non è disposto nel presente Statuto si fa riferimento alle norme del diritto canonico e civile.

Verona, 21 ottobre 2017