Statuto

STATUTO

(forma di vita)

dell’Associazione Privata di Fedeli

FRATERNITÀ GIARDINO FRANCESCANO

- PENITENTI FRANCESCANI DI VERONA - 

Costituzione

1. È costituita in data 21 ottobre 2017, ai sensi dei cann. 299 e 321ss CIC, l’associazione privata di fedeli a scopo di religione e culto con sede in Verona, in Via Don Luigi Sturzo n. 4 - 37138 e denominata “Fraternità Giardino Francescano”.

Finalità associativa

2. L’Associazione ha il fine di promuovere nella Chiesa il perfezionamento evangelico dei propri membri, secondo la spiritualità francescana nello stato di vita secolare, in cui portare il lievito della Carità mediante la vita fraterna vissuta in spirito di minorità e povertà.

3. L’Associazione si pone all’interno della famiglia francescana che riunisce tutti quei membri del Popolo di Dio, laici, religiosi e sacerdoti che si riconoscono chiamati alla sequela di Cristo, sulle orme di san Francesco d’Assisi, nella vocazione di ciascuno di rendere presente il carisma del nostro Serafico Padre nella vita e nella missione della Chiesa.

4. In seno alla famiglia francescana, l’associazione Fraternità Giardino Francescano nasce con il fine di ricercare percorsi innovativi per ridare nuovo slancio e impulso al laicato francescano, attraverso un rinnovamento della tradizione che nei secoli è stata rappresentata dall’Ordine Francescano Secolare assistito dai Frati Minori. Per tale ragione accanto al nome Fraternità Giardino Francescano viene inserita la specifica “penitenti francescani”, nome con cui anticamente venivano chiamati i laici francescani.

Propositi dei fratelli

5. I membri dell’Associazione, chiamati anche “fratelli”, hanno come documento ispirazionale la Lettera ai fedeli di san Francesco d’Assisi (FF. 178/1-7 e 179-206) secondo le due recensioni a noi pervenute, reinterpretate alla luce del Magistero della Chiesa, in particolare per la dimensione laicale. Essi si sentono chiamati attraverso la riscoperta delle radici della spiritualità francescana laicale allo sviluppo di un profondo rinnovamento di questa forma di vita per renderla al passo con i tempi, aggiornandola alle esigenze di una nuova evangelizzazione. Si sentono anche impegnati a creare occasioni di incontro e spazi di comunione in uno stile autenticamente fraterno con tutti coloro che sono affascinati dallo spirito di san Francesco e dalla luminosa testimonianza di santa Chiara, che fece della fedeltà al carisma francescano un punto irrinunciabile della propria vita.

6. Riuniti in Fraternità e consapevoli del particolare valore salvifico della secolarità vissuta in unione al mistero del Verbo incarnato, salvatore di tutti gli uomini, i fratelli intendono vivere con più intenso impegno la grazia e la consacrazione battesimale e seguire Gesù Cristo secondo l’insegnamento e l’esempio di san Francesco, facendo la promessa di servire alla gloria di Dio e al suo comandamento di amore per gli uomini, per raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare secondo lo spirito delle Beatitudini .

7. Per questo tutti i membri della Fraternità si impegnano, con il rinnovo delle promesse battesimali, alla vita di unione con Dio, aderendo al suo piano salvifico mediante l’animazione cristiana del mondo, in comunione con la Chiesa (CIC 316 §1), facendo della preghiera e della contemplazione l’anima del proprio operare, partecipando alla vita sacramentale della Chiesa, soprattutto all’Eucaristia, e privilegiando la preghiera liturgica delle Ore.

Formazione permanente e apostolato

8. Essi perseguono un’intensa formazione attraverso la preghiera, la partecipazione alla vita sacramentale e alla vita liturgica, l’approfondimento della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e delle Fonti Francescane. Tale percorso di formazione continua è sostenuto dalla vita di fraternità che accompagna i membri a coniugare Vangelo e vita in comunione con la Chiesa e in una costante tensione missionaria orientata al mondo contemporaneo.

9. In particolare la Fraternità Giardino Francescano si pone al servizio della Chiesa locale e attende alle opere di apostolato e di carità e a tutte quelle iniziative che sono tradizionalmente proprie dello spirito francescano in conformità al Magistero della Chiesa, quali la promozione della dignità di ogni persona e la custodia del creato nello spirito della lettera enciclica Laudato si’ di papa Francesco, la tutela dei valori della famiglia, la cura del bene comune con particolare attenzione alle fasce più deboli della società, promuovendo l’evangelizzazione cristiana e la formazione umana e sociale, nonché la cultura dell’incontro e della pace, la ricerca del vivere fraterno e la comunicazione sia tradizionale sia con i nuovi media.

10. La forma della vita fraterna sostiene nella via della conversione evangelica la consacrazione dei propri membri a servizio del Regno di Dio nelle comuni occupazioni del mondo. La Fraternità, segno visibile della Chiesa comunità di amore, costituisce l’ambiente privilegiato per sviluppare il senso ecclesiale, la vocazione francescana e la vita apostolica dei suoi membri.

Organizzazione della Fraternità

11. La Fraternità è composta dai membri ordinari e temporanei.

12. La Fraternità è animata e guidata da un Presidente, chiamato anche Ministro, e da un Consiglio di Fraternità.

13. Al suo interno si struttura secondo i vari bisogni dei suoi membri, sotto la guida del Consiglio.

14. La Fraternità, per il suo ideale di perfezione e apostolato, risponde alle diverse condizioni della vita; pertanto possono affiliarsi a essa tutti i fedeli laici di ambo i sessi, che abbiano compiuto 18 anni di età (siano essi single o sposati), e i sacerdoti.

Ingresso in Fraternità

15. Sono membri ordinari della Fraternità coloro che, fatta la richiesta di ammissione e completato positivamente il periodo di formazione, hanno fatto la promessa e aderiscono al presente Statuto.

16. La promessa, in forma pubblica e secondo il rituale, prevede di impegnarsi per tutta la vita a vivere il Vangelo secondo la spiritualità francescana nello stato secolare e a mettersi a servizio della edificazione del Regno di Dio in famiglia, nel lavoro, nella Chiesa e nel mondo, dando così espressione alle promesse battesimali.

17. Sono membri temporanei della Fraternità coloro che hanno preso gli impegni previsti dall’art. 16 per un anno. Tale promessa temporanea non può essere rinnovata per più di due volte.

18. Le domande di ammissione vengono presentate per iscritto alla Fraternità, il cui Consiglio decide l’accettazione dei nuovi fratelli, tenendo conto delle norme di diritto comune della Chiesa. L’inserimento dei membri si realizza mediante la partecipazione attiva al periodo di formazione iniziale, sotto la responsabilità del Maestro di formazione e con l’ausilio del frate Assistente. In questo cammino è impegnata tutta la Fraternità con il suo modo di vivere e di operare. Per essere ammessi si richiede il requisito della comunione ecclesiale (CIC 316 §1).

19. Il periodo di formazione, che di norma può durare uno o due anni, ha la finalità, per il candidato, di conoscere la spiritualità francescana e la presente forma di vita e per il Consiglio, attraverso l’accompagnamento del Maestro di formazione, gli incontri con l’Assistente e la partecipazione alla vita fraterna, di discernere la presenza di una autentica vocazione francescana. Alla fine del percorso, se il parere del Consiglio è negativo o il candidato non se la sente di emettere la promessa, non è possibile protrarre ulteriormente la sua partecipazione alla vita della fraternità.

Attività e iniziative

20. La Fraternità favorisca lo sperimentarsi nel bene, anche con attività di servizio che coinvolgano tutta la fraternità.

21. Per incrementare la comunione tra i membri della Fraternità e coltivare la vita formativa, fraterna e apostolica, il Consiglio organizza riunioni periodiche (almeno mensili) e ritiri spirituali nei tempi forti adottando i mezzi più appropriati per una crescita nella vita francescana ed ecclesiale, stimolando ognuno alla vita di fraternità e favorendo incontri anche con altri gruppi.

22. Per le spese occorrenti alla vita della Fraternità e per quelle necessarie alle opere di culto, di apostolato e di carità, tutti i fratelli e le sorelle offrano un libero contributo in base alle proprie possibilità.

Difficoltà, dimissioni, esclusione

23. I Fratelli che si trovino in difficoltà particolari, cureranno di trattare i loro problemi con il Consiglio in fraterno dialogo.

24. I Fratelli possono rinunciare a far parte dell’Associazione recedendo con comunicazione scritta (CIC 316 §2). Il Consiglio di Fraternità prenderà atto del ritiro dell’associato. La dimissione, in base al diritto comune della Chiesa, è di competenza del Consiglio di Fraternità.

25. Sempre del Consiglio è la competenza per eventuali esclusioni dalla Fraternità stessa per fatti gravi e comprovati che non permettano la prosecuzione della comunione fraterna.

Assistenza spirituale

26. La Fraternità chieda al Provinciale dell’OFM competente di essere assistita mediante l’assegnazione di un Frate Minore preparato all’assistenza dei francescani secolari.

27. L’Assistente svolge un servizio fraterno di animazione spirituale e pastorale della Fraternità e del Consiglio.

28. L’assistenza ha lo scopo di:

      • favorire la comunione con la Chiesa garantendo l’integrità della fede e la disciplina ecclesiastica (CIC 305);
      • testimoniare la spiritualità francescana religiosa minoritica, l’affetto fraterno dei Frati Minori e il vincolo di comunione tra tutti i seguaci di san Francesco;
      • cooperare alla formazione iniziale e permanente dei membri della Fraternità;
      • alimentare la vita cristiana per il servizio pastorale e sacramentale della Fraternità.

29. L’assistenza è un valido aiuto ma non sostituisce le responsabilità del Ministro e dei Consiglieri secolari nella guida, coordinamento e animazione della Fraternità.

30. L’Assistente della Fraternità, alla conclusione di ogni anno sociale, s’impegni a comunicare al proprio Ministro provinciale l’andamento della vita fraterna, informandolo delle iniziative intraprese dalla Fraternità a vantaggio del Popolo di Dio e della Famiglia Francescana.

Comunione ecclesiale

31. La fraternità viva con spirito di servizio il suo essere inserita nel contesto diocesano. I propri membri si mettano al servizio delle Chiese locali dove sono inseriti, portando il lievito della spiritualità francescana, secondo quello che lo Spirito suggerirà loro.

32. Ogni anno, alla conclusione dell’anno sociale, la fraternità aggiorni il proprio Vescovo dell’andamento della vita fraterna, informandolo dei servizi svolti a vantaggio della Chiesa locale e delle iniziative intraprese dalla Fraternità per la testimonianza del vangelo. Cerchi in ogni modo di salvaguardare la comunione ecclesiale.

33. La Fraternità ricerchi poi in tutti i modi di promuovere l’unità del mondo laicale francescano, con profondo rispetto per i diversi cammini e le diverse sensibilità, cercando l’unità del cuore e la costruzione di autentici rapporti fraterni.

34. La Fraternità non limiti il suo sforzo di comunione esclusivamente al mondo laicale francescano, ma là dove trova vissuto lo spirito francescano, anche se queste realtà portano nomi diversi e si ispirano ad altri cammini, sappiano costruire momenti di comunione e legami fraterni per l’edificazione del Regno di Dio.

Organi sociali

- Consiglio di Fraternità

35. Il Consiglio di Fraternità è composto da un Presidente, da un Vice Presidente e da uno a cinque consiglieri. Viene eletto dall’Assemblea dei fratelli (in capitolo elettivo) a maggioranza assoluta dei presenti. I membri del Consiglio non possono essere membri temporanei.

36. Il Presidente e i Consiglieri durano in carica un triennio. I Consiglieri possono essere rieletti, mentre il Presidente non può essere eletto consecutivamente per più di due mandati.

37. Il Consiglio deve essere convocato per iscritto, almeno cinque giorni prima (due in caso di urgenza) indicando l’ordine del giorno e ha poteri di ordinaria amministrazione.

38. Il Consiglio di Fraternità è valido con la presenza della metà più uno dei membri effettivi. Le deliberazioni sono valide se approvate a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità il voto del Presidente vale doppio. In caso di gestione on line, per la validità delle votazioni è fondamentale che risulti che tutti i Consiglieri siano stati avvertiti della votazione.

39. L’Assistente spirituale è membro a tutti gli effetti del Consiglio e ha diritto di voto, salvo per le questioni economiche.

40. Il Ministro e il Consiglio cerchino di trattare tutte le situazioni in spirito fraterno e avendo a cuore la comunione. Lavorino perché tutti si sentano partecipi della vita fraterna ed evitino in tutti i modi il sorgere di divisioni e contrapposizioni.

- Assemblea

41. L’Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio e della relazione sulla gestione, entro quattro mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.

42. Al termine di ogni triennio l’Assemblea ordinaria, riunita in capitolo elettivo, elegge il Presidente, il Vice Presidente e gli altri Consiglieri; per fatti gravi e comprovati, ha potere di sfiduciare il Consiglio di Fraternità e di rieleggerne uno nuovo.

43. L’Assemblea straordinaria è competente per gli atti di straordinaria amministrazione (per. es.: modifica statuto, scioglimento associazione, devoluzione patrimonio).

44. L’Assemblea ordinaria, straordinaria o elettiva è convocata dal Consiglio di Fraternità almeno quindici giorni prima con comunicazione scritta (sms, e-mail, ecc.) inviata a tutti gli associati e contenente il luogo, la data, l’ora e gli argomenti all’ordine del giorno ed è presieduta dal Presidente del Consiglio di Fraternità. L’assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, può essere convocata anche dal Presidente, quando lo reputi necessario o ne abbia ricevuto richiesta scritta e motivata da un terzo degli associati.

45. Ciascun fratello ha diritto a un voto; è possibile rappresentare per delega un altro associato, ma non più di uno. In caso di parità il Presidente ha voto doppio.

46. Le deliberazioni dell'Assemblea sia ordinaria sia straordinaria sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti.

Patrimonio sociale

47. Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

      • dalle quote sociali che verseranno i fratelli, determinate di anno in anno dal Consiglio di Fraternità;
      • da donazioni, lasciti, contributi di qualsiasi natura sia da parte di enti sia da parte di privati.

48. L’amministrazione dei beni è affidata al Presidente e al relativo Consiglio con particolare collaborazione dell’Economo, nominato dal Consiglio nel suo seno. L’approvazione del Bilancio e della relazione sulla gestione avverranno come previsto dall'art.40.

49. L’esercizio sociale decorre dal 1 settembre al 31 agosto dell’anno successivo.

50. È dovere degli amministratori usare la diligenza del buon padre di famiglia. Nello specifico essi devono:

      • vigilare affinché i beni dell’Associazione non periscano e non subiscano detrimento;
      • osservare scrupolosamente le prescrizioni, canoniche e civili e le volontà dei soci;
      • esigere accuratamente e a tempo debito le rendite degli eventuali beni e proventi;
      • conservare il ricavato in modo sicuro e impiegarlo debitamente secondo i fini dell’Associazione;
      • tenere con diligenza i libri contabili e custodire accuratamente nell’archivio i documenti.

51. In caso di scioglimento, o cessazione dell’Associazione i beni saranno devoluti in beneficenza a cura della commissione istituita per la liquidazione.

Le sezioni staccate

52. La Fraternità, in caso di necessità, potrà aprire sezioni staccate, ciascuna delle quali sarà guidata da un responsabile, nominato dal Consiglio della Fraternità Giardino Francescano di Verona, dopo aver ascoltato le indicazioni dei membri della sezione staccata.

53. Per l’apertura di una sezione staccata sono richiesti almeno tre membri.

54. La sezione staccata sarà assistita dall’Assistente della Fraternità Giardino Francescano di Verona o da un suo delegato.

55. I membri della sezione staccata votano nell’assemblea della Fraternità principale e possono essere eletti nel Consiglio della stessa.

Disposizioni finali

56. Il presente Statuto può essere modificato per esigenze di adeguamento alle leggi vigenti, o per integrazioni necessarie, o per parti mancanti. L’Associazione potrà darsi un Regolamento, il quale dovrà essere approvato dall’Assemblea della Fraternità.

57. Per tutto ciò che non è disposto nel presente Statuto si fa riferimento alle norme del diritto canonico e civile.

Approvato nella presente stesura in occasione del ritiro spirituale in preparazione della Pasqua, in Sezano il 7 aprile 2019.