Le due processioni dell’Evangeliario

C’è qualcosa di affascinante nelle due processioni con l’ostensione dell’Evangeliario, il libro che contiene la Parola raccolta nei quattro Vangeli: la prima, quella d’ingresso, comincia quando tutto il popolo di Dio è già riunito in un’unica e festosa assemblea; il libro, che simboleggia il Cristo, procedendo in mezzo alla folla accogliente viene portato, un po’ elevato sopra le teste dei fedeli, fino all’altare su cui verrà deposto; il canto eseguito all’unisono esprime l’unità dei cuori rivolti al Signore, così come gli occhi di tutti i presenti.

Dopo le letture, comincia una seconda processione: al canto dell’Alleluia, l’Evangeliario viene portato dall’altare all’ambone, dove viene incensato.

Diversi soggetti interagiscono con questo libro prezioso: al diacono o a un lettore è affidato il compito di portare l’Evangeliario in processione; sempre al diacono o al sacerdote è riservata la proclamazione dall’Evangeliario; il sacerdote può baciarlo al termine; il vescovo benedice l’assemblea tracciando il segno di croce con l’Evangeliario; l’assemblea acclama e ascolta attenta la Parola del suo Salvatore, meditandola in cuore.

Tutti questi gesti esprimono la solennità dovuta alla rivelazione di Dio, in Cristo, Parola fatta carne e presente adesso in mezzo a noi.

La sacra liturgia è tutta presenza e azione di Cristo e durante la proclamazione noi ci mettiamo in ascolto di Cristo che ci parla.

Dalle nostre case siamo giunti fin qui in cammino; Egli è passato camminando in mezzo a noi; Lo abbiamo incontrato; ci siamo fermati ad ascoltarLo con orecchi attenti, rimanendo in piedi, pronti a riprendere il nostro cammino, rinfrancati e sostenuti dalla sua Parola di risurrezione.

Il Signore vi dia Pace.

Giuseppe

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